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MAXXI Museum _ The Independent Project

http://www.theindependentproject.it/it/independents/il-sequenzialismo-nellarte/

 

:: IL SEQUENZIALISMO NELL'ARTE su "MAXXI Museum _ The Independent Project" ::

The Independent è il progetto di ricerca del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma dedicato al pensiero e alla pratica indipendenti. Ideato nel 2014 da Hou Hanru, è curato di Giulia Ferracci ed Elena Motisi con il supporto alla ricerca di Simone Ciglia e il contributo di Aria Spinelli.

INDEPENDENTS - GRUPPI E SPAZI INDIPENDENTI
Independents presenta la mappatura online delle realtà indipendenti. Generata nel 2014 attraverso una open call, dal 2019 si estende tramite l’apporto di una serie di contributors che propone ogni anno una selezione dei più innovativi gruppi e spazi della costellazione indipendente.

IL SEQUENZIALISMO NELL'ARTE. LINGUAGGIO SPAZIO-TEMPORALE DEL SEGNO.
L'evoluzione della comunicazione artistica nell'Era dell'Informazione.
Gruppo di ricerca composto da artisti, docenti, critici, curatori che gravitano attorno all’artista sequenzialista ACA (Angelo Calabria).

:: THE SEQUENTIALISM IN THE ART on "MAXXI Museum _ The Independent Project" ::

The Independent is the research project dedicated to independent thinking and practice promoted by MAXXI – the National Museum of XXI Century Arts in Rome. Conceived in 2014 by Hou Hanru, the project is curated by Giulia Ferracci and Elena Motisi with research support from Simone Ciglia and the contribution of Aria Spinelli.

INDEPENDENTS - INDEPENDENT GROUPS AND SPACES
Independents presents the online mapping of independent entities. Generated in 2014 through an open call, since 2019 it has been extended thanks to the support of a series of contributors who propose each year a selection of the most innovative groups and spaces on the independent scene.

THE SEQUENTIALISM IN THE ART. SPATIO-TEMPORAL LANGUAGE OF THE SIGN.
The evolution of artistic communication in the Computer's Information Age.
Research group of artists, teachers, critics, curators who gravitate around the sequentialist artist ACA (Angelo Calabria).

 

ACA (Angelo Calabria) - Bollettino Telematico dell’Arte (BTA)

Tutte le pubblicazioni sul "Sequenzialismo nell'Arte" sul BTA.
https://bta.it/col/a0/01/coll0182.html


ULTIMO ARTICOLO PUBBLICATO:

"Dentro al linguaggio. Analisi suppletiva di tre opere sequenzialiste", in Bollettino Telematico dell’Arte, 21/06/2021, https://bta.it/txt/a0/09/bta00914.html

Queste opere fanno parte di tre cicli emblematici che avevo progettato in vista della pubblicazione del mio primo libro: Il Sequenzialismo nell'Arte. Linguaggio Spazio-Temporale del Segno. L'evoluzione della comunicazione artistica nell'Era dell'Informazione. L'elaborazione di questi tre gruppi di lavori, tutti del 2011, ha radici molto profonde che risalgono a circa due anni prima. A quell'epoca, iniziai un processo di analisi ed evoluzione del segno sequenzialista che sarebbe arrivato a maturazione proprio durante questo progetto. [...] (estratto da pag. 1)

 

Stefano Colonna - Bollettino Telematico dell’Arte (BTA)

Ricercatore confermato / Professore Aggregato di Storia dell'Arte, Museologia e Critica d'Arte e del Restauro presso l'Università "La Sapienza" di Roma; fondatore e direttore della prima rivista telematica d'arte italiana, il Bollettino Telematico dell’Arte (BTA).

BTA - Bollettino Telematico dell’Arte

 

Stefano Colonna, Per uno Statuto di Architettura e Museologia liquida

   

Lettera Orvietana, Anno XVII, n. 43-47

Per uno Statuto di Architettura e Museologia liquida
(pagg. 11-13)

[...] Intanto possiamo accennare alla parentela tra la Logica Fuzzy e il Sequenzialismo filosofico di Achille Varzì documentato nel libro di Giangiacomo Gerla che a sua volta sarà oggetto di uno studio analitico da parte dell’artista ACA (Angelo Calabria) che ha dato vita al Sequenzialismo nell’Arte. [...] (estratto da pag. 12)

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Stefano Colonna, "Per uno Statuto di Architettura e Museologia liquida", in Lettera Orvietana (Quadrimestrale d'informazione culturale dell'Istituto Storico Artistico Orvietano), Anno XVII, n. 43-44-45-46-47, dicembre 2016, pagg. 11-13.

 

Radio Vaticana :: Pagine, fogli, parole: FUTURO

Intervista su Radio Vaticana a cura di Laura De Luca all'artista ACA, autore de:
IL SEQUENZIALISMO NELL'ARTE. LINGUAGGIO SPAZIO-TEMPORALE DEL SEGNO.
L'evoluzione della comunicazione artistica nell'Era dell'Informazione.

Immaginare il futuro attraverso la contaminazione fra linguaggio digitale e arti figurative.... Ci ha provato Aca.

Audio puntata: "Pagine, fogli, parole: FUTURO"

Audio intervista ACA (estratto)

"Non guardate con paura il futuro": è un invito frequente di Francesco rivolto ai giovani. Dall'udienza generale del 1 maggio 2013 prende spunto Laura De Luca per cercare di immaginare il futuro anche secondo il dettato conciliare e di papa Paolo VI circa l'attenzione ai "segni dei tempi". E dai segni dei tempi ai segni dell'arte: Il Sequenzialismo nell'Arte è il titolo di uno studio del giovane Angelo Calabria in arte ACA, edito da Albatros: come il linguaggio digitale influenza l'espressione artistica. E non può certo mancare uno specialista di futuro, con uno dei suoi pensieri fulminanti: Albert Einstein.

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Laura De Luca, "Intervista a Radio Vaticana", in Pagine, fogli, parole: Futuro, 08/07/2016,
http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/08/pagine,_fogli,_parole_futuro/1242812.

 

Achille C. Varzi

Professore Associato di filosofia alla Columbia University di New York (USA). Laureatosi presso l'università di Trento, ha conseguito prima il Master of Arts e poi il Dottorato in filosofia presso la University of Toronto (Canada). I suoi principali interessi di ricerca vertono su Logica e Metafisica. Il suo libro più recente è Parole, Oggetti, Eventi (2001). È inoltre autore o coautore di numerosi articoli e dei volumi An Essay in Universal Semantics (1999), Parts and Places (1999, con R. Casati), Theory and Problems of Logic (1997, con J. Nolt e D. Rohatyn; tr. it. 2003), e Holes and Other Superficialities (1994, con R. Casati; tr. it. 1996). Per l'elenco completo delle pubblicazioni si veda il sito: http://www.columbia.edu/~av72. È nel direttivo del Journal of Philosophy e fa parte del comitato editoriale del Monist, di Dialectica, e della Rivista di Estetica.

Achille.C. Varzi, Il sequenzialismo di A.C.A.

"L'opera di A.C.A. costituisce una delle novità più interessanti della produzione artistica italiana d'avanguardia. La sua concezione sequenzialista rappresenta il felice punto di convergenza di un duplice percorso di ricerca: il primo, di natura semiologica, nasce da una riflessione attenta e originale sul ruolo dell'artista nella società dell'informazione contemporanea, caratterizzata dall'impiego massiccio della comunicazione in forma digitale, per sua natura sequenziale; il secondo, di natura filosofica, muove dal confronto con le principali teorie metafisiche sulla natura degli oggetti e delle loro condizioni di persistenza e reidentificabilità nel tempo, di cui la teoria sequenzialista (secondo cui gli oggetti sono processioni spazio-temporali di entità istantanee) costituisce oggi una delle proposte più dibattute.
Il risultato di questo duplice percorso, tuttora in evoluzione, è una eloquente produzione artistica in cui il contenuto espressivo del gesto dell'artista non risiede più nell'organizzazione spaziale del segno (l'immagine), ma nell'informazione contenuta nella sequenza spazio-temporale che i segni stessi realizzano.
Viene spontaneo tracciare un accostamento con Kandinsky. Ma è un Kandinsky radicale, in cui la tecnica pittorica coincide con la stessa espressione artistica e la Genesi della Forma diventa Memoria della Forma."

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Achille C. Varzi, "Il sequenzialismo di A.C.A.", in catalogo della mostra Elaborazioni, Ex convento San Francesco, Sciacca (AG), in proprio, 2004, p. 11.

 

Achille C. Varzi, Parole, oggetti, eventi e altri argomenti di metafisica

[...] la teoria dei "continuanti", per la quale gli oggetti concreti posseggono solo tre dimensioni, estendendosi solo nello spazio, ma permanendo nel tempo, o quella degli "occorrenti", secondo la quale essi posseggono quattro dimensioni, estendendosi anche nel tempo, nel quale si protraggono [...], o la teoria del "sequenzialismo", della quale è un esempio la formulazione di Chisholm in termini di entia successiva [...]. continua

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Carmelo Calì, 09/05/2002, "recensione a: Achille C. Varzi", in Parole, oggetti, eventi e altri argomenti di metafisica, Carocci, Roma, 2001, http://lgxserver.uniba.it/lei/recensioni/crono/2002-05/varzi.htm (19/12/2003).


Achille C. Varzi, Riferimento, predicazione e cambiamento file PDF

Sul piano metafisico, l'intuizione in questione è compatibile con una terza concezione che si distingue sia dal tridimensionalismo sia dal quadridimensionalismo e che possiamo chiamare sequenzialismo. È la concezione secondo la quale le cose alle quali tipicamente ci riferiamo con un nome proprio o con una descrizione definita non sono propriamente delle entità persistenti nel tempo. Non sono né continuanti né occorrenti, bensì sequenze di entità istantanee: meri entia successiva unificati nel pensiero ma distinti (e forse anche indipendenti) nella realtà, come le luci che «scorrono» sulle insegne di Las Vegas o le immagini che si «muovono» su uno schermo cinematografico. continua

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Achille C. Varzi, "Riferimento, predicazione, e cambiamento", in Significato e ontologia, a cura di Claudia Bianchi e Andrea Bottani, Milano, Franco Angeli, 2003, p. 243.


Francesco Orilia, Identità nel tempo e identità intertestuale file PDF

Seguendo ancora la terminologia di Varzi, potremmo dire che Chisholm accetta il sequenzialismo. Questo può presentarsi sia in una veste tridimensionalista e presentista, che quadridimensionalista e anti-presentista. Secondo la prima variante (che Chisholm sembra preferire in Chisholm 1971), si susseguono oggetti ordinari distinti l'uno dall'altro, in un continuo «morire» e «nascere» di oggetti ordinari (per esempio, in conseguenza di come si assemblano tra di loro degli atomi indivisibili, e quindi indistruttibili, che permangono nel tempo); non vi sono quindi oggetti ordinari (escluse, secondo Chisholm, le persone) che permangono nel tempo (se non forse in casi rari o per brevi momenti). Tuttavia, adottando dei criteri di reidentificazione, possiamo parlare come se vi fossero oggetti che permangono, anche quando realmente non vi sono. Seguendo invece la seconda variante (preferita da Chisholm 1970, come è evidente da quanto detto nel capoverso precedente), vi sono in senso anti-presentista «parti temporali» ordinate da relazioni temporali quali 'prima' e 'dopo', ma non vi è una relazione oggettiva che aggrega tali parti in modo da costituire oggetti ordinari che si protraggono nel tempo. continua

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Francesco Orilia, Identità nel tempo e identità intertestuale, Seminario di Filosofia Analitica, Università di Padova, 25/02/2002, p. 3, Rivista di Filosofia, vol. 94, n. 3, 2003, pp. 353-368.

 

Maria Filippone Colonna - Bollettino Telematico dell’Arte (BTA)

Insegnante di Lettere al Liceo, ha lavorato in una Casa editrice e il suo interesse è rivolto all'Arte, al linguaggio e alla comunicazione, anche in tempo reale. Ha collaborato con la Rai (Radio, Sperimentali e terza rete tv) e con l'Istituto Luce, ha vinto un Premio Italia con il testo radiofonico Un contrabbasso in cerca d'amore, musica originale del Maestro Franco Petracchi (esperimento ai confini tra musica e parola) e il Premio Teatro-Sacro a Lucca con La follia di Giovanni. Dall'omonimo testo teatrale, (realizzato in collaborazione con Paola Gaglianone) è stato realizzato un teledramma da Rai 3 nel 1986, per la regia di Alfredo di Laura. Sempre in collaborazione con Paola Gaglianone ha ideato e realizzato il kit per la scrittura creativa Costellazioni (con racconto, sceneggiatura e film-video) coproduzione editore Armando e Istituto Luce. Maria Colonna Filippone ha pubblicato poesie, curato e introdotto il libro di saggi Immagine e comunicazione nella città del futuro, illustrato dai fotogrammi del film Fuga dal paradiso di Ettore Pasculli. Presidente dell’Associazione Festina Lente C.I.R.S.A. (di storici dell'Arte, Archeologi e Architetti), è nella Redazione del Bollettino Telematico dell’Arte (BTA).

BTA - Bollettino Telematico dell’Arte

 


Maria Filippone Colonna, Manifesto Permanente su Arte e Comunicazione

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Maria Filippone Colonna, "Manifesto Permanente su Arte e Comunicazione", in Bollettino Telematico dell’Arte, 24/02/1995, http://www.bta.it/riv/conv/prog/1995/03/10/a0/index.html (16/06/2008).


Maria Filippone Colonna, Immaginario e Comunicazione in tempo reale. L'immagine mentale icona dei significati profondi dell'io

L'immaginazione può dunque contribuire a risolvere i problemi dell'umanità? Forse un punto di vista del genere può apparire utopico e visionario se non ci decidiamo finalmente a considerare cose ed eventi del mondo "reale" in termini non soltanto di spazio-tempo-materia misurabili e quantificabili in laboratorio, ma di "energia-informazione" (come l'ha chiamata il Premio Nobel della fisica Brillouin): cose ed eventi del mondo vanno considerati nelle loro dinamiche vitali dialogiche interattive. Volendo usare il linguaggio della tecnica in termini di software e non esclusivamente di hardware. Un cosa è sicura: soltanto chi riesce a fare un "salto qualitativo" mentale può accettare l'idea che l'immaginario esiste, è reale quanto lo è un albero, un libro o una sedia, forse di più. continua

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Maria Filippone Colonna, "Immaginario e Comunicazione in tempo reale. L'immagine mentale icona dei significati profondi dell'io", in Bollettino Telematico dell’Arte, 16/01/2005, http://www.bta.it/txt/a0/03/bta00387.html (05/06/2005).


Maria Filippone Colonna, Arte e visione del mondo

Un'altra certezza è che, intorno a noi, c'è una realtà che noi esseri umani possiamo conoscere, attraverso i cinque sensi di cui siamo dotati, e vedere nei volumi, nelle forme, suoni, colori etc., elaborati dalla nostra mente nelle condizioni a cui prima abbiamo accennato, e che ci sono familiari. Ma la "realtà" della realtà, mi si perdoni il gioco di parole, per noi è mistero. Fin qui tutto ciò che possiamo percepire, vedere e conoscere è relativo all'uomo. Ed ecco l'intuizione che ho avuto, stamattina, davanti all'albero di limone e sul bordo della piscina azzurra: se appena ci riflettiamo un pò sopra... il mondo è assai più virtuale che reale... oltre che il prodotto di un'evoluzione, agli occhi della mia mente comincia a configurarsi come l'opera di una straordinaria fantasia metafisica che gestisce ed usa l'evoluzione in vista di un'operazione più complessa, nella quale certamente io, insieme agli altri esseri umani, sono coinvolta ed ho un ruolo primario: essere protagonista della percezione e della conoscenza (sia pure limitata) di questo mondo. continua

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Maria Filippone Colonna, "Arte e visione del mondo", in Bollettino Telematico dell’Arte, 15/04/2001, http://www.bta.it/txt/a0/02/bta00260.html (05/06/2005).


Maria Filippone Colonna, Il Continuum spaziotemporale del Segno: simboli arcaici e/o icone del futuro?

ACA è un giovane artista di Sciacca che, dall'estremo limite della nostra penisola, affacciato al mare dell'Africa, ha lanciato il proprio sguardo creativo sul mondo con velocità e voracità di pensiero, forza d'immaginazione e volontà indomabile di conoscenza. Presentarlo non è impresa facile: la novità delle sue idee e delle sue realizzazioni richiede un'accurata preparazione e conoscenza del lavoro di ricerca e invenzione da lui svolto, che è incredibilmente ricco. Questo artista ha deciso di dedicare la sua giovinezza a studiare in profondità gli esempi dei grandi Maestri dell'Arte contemporanea, ma la conoscenza approfondita dei Maestri non gli ha impedito, durante un lungo percorso di ricerca, di infrangere schemi e regole per introdurre la grammatica e la sintassi di un suo linguaggio raffinato e rivoluzionario. continua

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Maria Filippone Colonna, "Il Continuum spaziotemporale del Segno: simboli arcaici e/o icone del futuro?", in Bollettino Telematico dell’Arte, 15/04/2005, http://www.bta.it/txt/a0/03/bta00394.html (11/11/2005).


Maria Filippone Colonna, Le "icone" di A.C.A.

Queste sintonia-sinergia comunicative si realizzano grazie ad un'operazione che esprime in modo incisivo la centralità dell'Artista nella civiltà dell'immagine e dell'automazione: l'Artista qui è fonte di "energia-informazione" e chiave di volta nella costruzione della Città immateriale in cui l'Arte è catalogo dell'esistente. Credo che A.C.A. sia destinato a rappresentare in modo esemplare questa centralità dell'Artista nel momento-chiave della nascita di un mondo nuovo di cui già le menti più sensibili avvertono i segni: e penso alla responsabilità che ricade sulle sue spalle (peraltro vigorose se consideriamo l'impresa che ha già compiuto) la sua mente e la sua psiche, investendo tutta la sua persona. continua

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Maria Filippone Colonna, "Le 'icone' di A.C.A.", in sequenzialismo.com, 05/09/2005,
http://www.sequenzialismo.com/Pages/Links/BTA/Icone-ACA.htm (05/09/2005).


Maria Filippone Colonna, La Nuova Via dell'Arte. Intervista all'artista ACA

«Da sempre sono affascinato dalle capacità dell'intelletto umano nei molteplici campi in cui si confronta e soprattutto dalla "genialità" comunicativa dell'Artista. La ricerca "sequenzialista", che io definisco "la nuova via dell'arte", è il linguaggio espressivo (o meglio il metalinguaggio) partecipe dell'evoluzione della comunicazione nella nostra epoca, "l'Era dell'Informazione", dove saranno le potenzialità ancora nascoste della mente e del cervello a condurre per mano le più intime istanze dell'animo umano.» continua

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Maria Filippone Colonna, "La Nuova Via dell'Arte. Intervista all'artista A.C.A.", in Bollettino Telematico dell’Arte, 11/11/2005, http://www.bta.it/txt/a0/04/bta00414.html (11/11/2005).


Maria Filippone Colonna, Aca: il Sequenzialismo in Arte. Un linguaggio in bilico tra scienza e magia?

Che cosa vuol fare invece l'artista con le sue "elaborazioni"? Guidandoci a comprenderle attraverso pagine didattiche e appunti - una sorta di "istruzioni per l'uso" - egli richiama l'attenzione su se stesso, come icona dell'uomo che crea, sente, sogna, pensa, che si abbandona alla tristezza o alla gioia: spesso nascosto dietro l'arido linguaggio tecnologico, egli dimostra di non volerci stupire con i colori e le forme delle sue composizioni e che è sua precisa intenzione invece aiutarci a scoprire l'anima da cui nascono i suoi gesti creativi, le emozioni che ha sentito o sofferto mentre tracciava quella linea o configurava quel numero, lasciando a chi guarda la libertà di immaginare le proprie emozioni dopo averle ritrovate grazie al percorso compiuto esaminando l'opera d'arte. continua

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Maria Filippone Colonna, "Aca: il Sequenzialismo in Arte. Un linguaggio in bilico tra scienza e magia?", in Bollettino Telematico dell’Arte, 25/05/2008, http://www.bta.it/txt/a0/04/bta00495.html (28/05/2008).


Maria Filippone Colonna, ACA e il Gioco della ricerca del Significato. Tecnologia, Arte, Scienza, Poesia e...

Sembrerebbero termini inconciliabili, ad un primissimo approccio. Eppure nel linguaggio di ACA, che sul BTA abbiamo più volte analizzato, tra Tecnologia, Scienza ed Arte non c’è soluzione di continuità: la Scienza è Gioco filosofico (v. Sequenzialismo del filosofo Varzi), l’Arte è Gioco, Tecnologia e Scienza e tutte queste attività insieme sembrano indirizzare alla ricerca di un Significato. Il Significato verso cui si muove il Gioco tecnologico e artistico di ACA è naturalmente al di là di qualunque ipotesi o definizione perché la sua Arte ne è alla ricerca e, questa ricerca non avrà mai fine. continua

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Maria Filippone Colonna, "ACA e il Gioco della ricerca del Significato. Tecnologia, Arte, Scienza, Poesia e... ", in Bollettino Telematico dell’Arte, 17/12/2009, http://www.bta.it/txt/a0/05/bta00547.html (22/09/2016).


Maria Filippone Colonna, ACA: l'opera d'Arte come conoscenza e coscienza dinamica di idee, percezioni ed emozioni

L'impresa del nostro artista appare subito titanica e forse anche temeraria, nonostante l'apparente "semplicità" delle sue icone arcaiche ricorrenti: le frecce e i numeri. Egli infatti, di pari passo con la ricerca scientifica e in sinergia con le tecnologie avanzate dell'informatica, si addentra con lo sguardo nel cuore della materia e trova conferma alle teorie scientifiche: l'Arte cioè, oltre ad essere invenzione creativa, è soprattutto una forma privilegiata di conoscenza della realtà, mentre la ricerca scientifica, oltre ad essere conoscenza e scoperta, è anche in qualche modo invenzione della stessa realtà, cioè partecipa alla sua "creazione" e configurazione che poi coincide, in senso letterale, con la nostra "visione del mondo". Così si chiude (e si riapre) la circolarità semantica tra Arte e Scienza a cui hanno guardato tutte le grandi menti speculative e creative di ogni tempo. continua

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Maria Filippone Colonna, "ACA: l'opera d'Arte come conoscenza e coscienza dinamica di idee, percezioni ed emozioni", in Bollettino Telematico dell’Arte, 28/09/2010, http://www.bta.it/txt/a0/05/bta00575.html (29/09/2010).

 

Claudia Matera

Claudia Matera è nata a Marino (Roma) nel 1983. Nel 2005 ha conseguito la laurea di primo livello (nuovo ordinamento) in Lettere (Storia dell'Arte) presso l'Università di Roma La Sapienza dal titolo Temi dechirichiani nella pittura di Livadiotti: gli anni Ottanta. È laureanda in Studi storico-artistici (specialistica) presso lo stesso ateneo.
Ha svolto presso l'Istituto Nazionale per la Grafica uno stage volto alla partecipazione dell'allestimento della mostra Idea. Disegno italiano degli anni Novanta, curata da Laura Cherubini e Giorgio Verzotti (15 dicembre 2006 - 26 gennaio 2007).

 

Caludia Matera, Il sequenzialismo nell'arte di ACA

Aca inserisce un nuovo aspetto nella valutazione di una creazione artistica: l'equilibrio dell'ordine spazio-temporale della costruzione; il percorso dal primo all'ultimo segno dell'informazione.
Ciò avviene mediante l'utilizzo del segno freccia-numero, ossia attraverso l'indicazione vettoriale della sequenza (la direzione spaziale della freccia) e la scansione temporale (numerata in progressione). In un'intervista Aca afferma che "l'opera non comunicherà più soltanto Immagini di forme e colori ma Elaborazioni di forme e colori, passando da un'Arte di Immagini Raffigurate ad un Arte di Informazioni Elaborate". continua

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Claudia Matera, "Il sequenzialismo nell'arte di ACA", in Amnesia Vivace Online: il dannato mestiere, n. 18, 15/06/2006, http://www.amnesiavivace.it/sommario/rivista/brani/pezzo.asp?id=275 (20/06/2006).

 

Enrico Terrone

Enrico Terrone, Fuori e dentro Mulholland Drive: Vedere il Tempo: Il cinema di Lynch stravolge la nozione di identità. Su quali presupposti si fonda? A quali conclusioni conduce?

Le tecnologie digitali hanno evidenziato questa proprietà strutturale, definendo l’oggetto film (p. es. un file MPEG) come una serie di numeri i cui valori dipendono dallo spazio e dal tempo (una funzione f(x,y,t)), laddove l’immagine (un file JPEG) è soltanto una funzione dello spazio (f(x,y)), e il suono (un file MP3) una funzione del tempo (f(t)). continua

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Enrico Terrone, "Fuori e dentro Mulholland Drive: Vedere il tempo: Il cinema di Lynch stravolge la nozione di identità. Su quali presupposti si fonda? A quali conclusioni conduce?", in Segnocinema, n. 117, settembre-ottobre 2002, pp. 17-20.


Enrico Terrone, E' possibile insegnare a (imparare a) sentire?: Non si sevizia un informatico: Logica : estetica = A.I. : cinema

Resta, da qualche parte, la convinzione che la separazione fra logica ed estetica non sia così rigida e così netta, e che la loro riconciliazione non possa essere così semplice e banale come la contano i vari Lévy e Negroponte. Resta la convinzione che ci sia davvero un territorio di frontiera in parte ancora da esplorare: che "in medio stat virtus" non valga solo per l’etica, e che "il terzo" non sia affatto "escluso" dalla ragione. Anzi, questo terzo, questo medio, non viene in un secondo tempo a fare da paciere, ma risulta istitutivo e decisivo quanto e più dei due estremi logico ed estetico. Questa convinzione, che era già ben chiara a Kant quando parlava dell’immaginazione come schema fra intelletto e sensibilità, la si ritrova nel miglior Heidegger (Kant e il problema della metafisica) e "attualmente", per esempio, nelle opere di Jacques Derrida e Maurizio Ferraris, alle cui tesi e al cui stile (per altro inscindibili) questo scritto che sta per concludersi, nel suo piccolo, deve così tanto. continua

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Enrico Terrone, "È possibile insegnare a (imparare a) sentire?: Non si sevizia un informatico: 'Logica : estetica = A.I. : cinema'", in Segnocinema n. 112, novembre-dicembre 2001, pp. 15-19.

 

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