Il
Problema del Linguaggio (nell'Arte)
The Language Problem (in the Art)
di ACA
L'Era
dell'Informazione Tecnologica, al cui inizio ci troviamo oggi, ci
chiama a una riflessione e a un approccio completamente rinnovato
verso l'evoluzione digitale della comunicazione contemporanea.
The Information Technology Age, which is just
begun today, requires a specific reflection and a completely renewed
approach to the digital evolution of the contemporary
communication.
Non è possibile affrontare questa rivoluzione epocale senza
prendere in considerazione l'apporto fondamentale di un «alter
ego» comunicativo, di un'«entità
linguistica» quale è il computer.
Quando parlo di «entità linguistica» non intendo
certo quello strumento con tastiera e monitor che usiamo per analizzare
e risolvere i piccoli e grandi problemi delle nostre attività
quotidiane; mi riferisco, più nello specifico, a quella dimensione
«connettiva» di informazioni digitali chiamata realtà
virtuale o cyberspazio, che fa parte integrante
oramai del nostro universo comunicativo.
It is not possible to face this epic revolution
without considering the fundamental contribution of the communicative
«alter ego», of a «linguistic entity» that
is the computer.
When I say «linguistic entity»,
I don't mean the machine with a keyboard and monitor that we use
every day to analyse and solve the various problems of our daily
activities; I refer, in particular,
to «connective»
spatio-temporal dimension of digital informations known as virtual
reality or cyberspace, that today is an
integral part of our communicative universe.
Questa dimensione di informazioni digitali
(per loro natura sequenziali, perché costituite da sequenze
di bit) è
basata su un'infrastruttura simbolica binaria (0 e 1)
e interagisce con
noi non attraverso
una realtà di
«dati»
concreti ma tramite
una realtà
di informazioni
virtuali,
regolate da
una serie di codici di numeri e lettere: il Linguaggio Binario,
l'Ms-Dos, l'Html, ecc.
This digital informations dimension (which
works in a sequential way, by bit sequences) is structured by a
binary symbolic infrastructure (0 and 1) and interacts with us not
through a reality of concrete «data»
but by
a reality of virtual informations,
regulated by numbers and letter codes: Binary Language, Ms-Dos,
Html, ecc.
La realtà sequenziale del Computer ha delle particolari analogie
con la realtà spazio-temporale propria dalla teoria del sequenzialismo*.
La
teoria del sequenzialismo sostiene che le «cose»
e gli «eventi» non esistono nella loro interezza nel
continuum di dimensioni strutturate — secondo
le teorie Tridimensionalista e Quadrimensionalista — ma esistono
come flussi di particelle (parti spazio-temporali dell'intero elemento)
che scorrono nel continuum di dimensioni sequenziali,
costantemente in evoluzione (successioni molecolari).
Cioè la realtà non è un continuo ininterrotto,
ma è una successione di parti, un pò come succede
per i fotogrammi di una pellicola, che scorrendo nello spazio e
nel tempo generano la totalità dell'elemento (l'immagine
che vediamo sullo schermo).
The
sequential reality of Computer has particular contacts with the
spatio-temporal reality peculiar of the theory of sequentialism*.
The theory of sequentialism
says that «things»
and «events»
do not exist in their whole in the continuum of structured
dimensions —
according to the Three-dimensional and Four-dimensional
theories —
but exist as the flows of particles (spatio-temporal parts of the
whole element) that run in the continuum of the sequential
dimensions, in constant evolution (molecular succession).
So the reality is not an uninterrupted continuum, but is a succession
of parts, similar to what happens in the film frames, which generate
the whole element (the screen image) when they are running through
time and space.
Ma non è questa, sicuramente, la sede
per affrontare problematiche così ampie e complesse. Quello
che ci riguarda, in particolare, è il discorso inerente le
possibilità linguistiche che scaturiscono da questo nuovo
scenario comunicativo.
But not is the moment to deal with problems
so wide and so complex. At this point, becomes important to focus
the new linguistic possibilities deriving from this new communicative
scenery.
Con
la diffusione di internet, a partire dalla metà degli anni Novanta
(del XX secolo), è sostanzialmente cambiata la dimensione della
comunicazione.
Prima, se avessimo avuto bisogno di determinate informazioni, reperibili
ad esempio soltanto in California, ci saremmo dovuti sobbarcare
un viaggio e un periodo di ricerca che ci avrebbero portato via
parecchi giorni; adesso con l'ausilio di internet ci è possibile
acquisire le medesime informazioni standocene comodamente seduti
davanti al computer di casa nostra e in brevissimo tempo.
Questo semplicistico raffronto dimostra come sia cambiato il contesto
spazio-temporale dell'informazione grazie
al progresso informatico.
Oggi il messaggio (costituito da sequenze di 0 e 1) diventato
informazione-multilivello — cioè multimediale —,
è il medium connettivo di una rinnovata dimensione
comunicativa spazio-temporale
(il cyberspazio), in grado di fornire una conoscenza strutturata
a un livello globale ed esponenziale, fino a pochi anni fa isolata
ed elementare.
By internet
spreading, since middle 90's (of the XX century), is deeply
changed the dimension of communication.
In the past, for collect specific
informations, available only in California
State for example, we needed a very long trip and research time;
but now, with the help of the internet, it is possible to obtain
immediately the same informations sitting in front of the computer
at home.
This simple comparison shows how the spatio-temporal context
of information is changed thanks to the technological progress.
Today the message (structured by 0 and 1 sequences) as multi-layer
information, is the connective medium of a new spatio-temporal
communicative dimension (cyberspace), providing
a global and exponential knowledge, that few years ago was simple
and isolated.
L'incontro
tra l'essenza spazio-temporale della realtà — in chiave sequenzialista
— e la dimensione spazio-temporale della comunicazione digitale
— sequenziale — del computer, rende accessibile all'artista una
dimensione di «ulteriori»
informazioni espressive, imprescindibili nell'evoluzione contemporanea
(e futura) del linguaggio dell'Arte.
The common ground between the spatio-temporal
essence of reality —
in sequentialist terms —
and the spatio-temporal dimension to digital computer's communication
—
as a sequential machine —
opens to the contemporary artist «further»
expressive informations, useful to the contemporary (and future)
evolution of the language of Art.
La
sfera del messaggio espressivo-significativo consta di
tre dimensioni consequenziali:
1. la sequenzialità del
percorso realizzativo-espressivo delle singole parti, ossia
l'informazione spazio-temporale;
2. l'immagine (il risultato espressivo
formale e cromatico di queste singole parti) cioè l'astratto;
3. la referenzialità figurativa
(del risultato di forme e colori) che trova espressione nel tema,
nell'allegoria, nella metafora, nella concettualità, ecc.
The context expressive-significant of the
message, is developed by three consequential dimensions:
1.
the sequentiality of the realising-expressive path
of the single parts, that is the spatio-temporal information;
2. the image (the formal and chromatic
expressive result of this separate parts) that is the abstract;
3. the figurative referentiality
(of the formal and chromatic result) expressed by the theme, the
allegory, the metaphor, the conceptuality, ecc.
Nell'opera
figurativa il messaggio è affidato all'ultimo stadio, il
terzo, che cela «ammutoliti»
al suo interno gli altri due. Nell'opera astratta, invece, il messaggio
si sposta di un livello, il secondo stadio, liberando la sua voce
dalla referenzialità figurativa.
Con l'opera sequenzialista ci si addentra nel primo stadio,
all'«origine»,
dove il messaggio coincide con l'informazione primaria
del gesto, con la sua essenza, e dove a comunicare
è la direzione sequenziale spazio-temporale espressiva
— del movimento della mano (artista) e dello sguardo (osservatore)
— che ci parla al di là del risultato-immagine della forma
e del colore o della referenzialità figurativa.
In
the figurative artwork the message is in the last stage, the third,
that conceals «unseen» in his structure the other two
stages. In the abstract artwork, instead, the message goes back
to a step, the second stage, liberating its creative essence from
the figurative referentiality.
By the sequentialist artwork it is possible to access to
the first stage, the «origin», where the message coincides
with the primary information of the gesture, with his creative essence,
and where the real communication is in the spatio-temporal
expressive sequential direction — by the movement of artist's
hand and the movement of spectator's eye — that it communicates
out beyond the result-image of the form and colour or the
figurative referentiality.
Non
più il cosa rappresentare (la
referenzialità figurativa) o il come raffigurare
(l'astratto), ma il dove e il quando elaborare
la sequenza delle parti (il sequenzialismo),
cioè il percorso spazio-temporale di realizzazione che veicola le
direzioni espressive nell'opera, il suo continuum vitale.
Not
thing to represent (figurative referentiality)
or how to depict (abstract), but where
and when to elaborate the sequence of the parts
(sequentialism), that is the spatio-temporal path of realisation
that transmits the expressive direction in the artwork, or better
its vital continuum.
Perché
privarsi allora di questa possibilità espressiva? Di questo
universo inesplorato di informazioni? Perché non rendere
accessibile questa «dimensione»
della creatività — che da sempre fa parte dell'opera d'arte
— capace di arricchire ulteriormente la nostra sensibilità?
Why to give up at this expressive possibility
about an unexplored universe of informations? Why don't exploit
this «dimension» of creativity — connate in the artwork
—
able to improve our sensibility?
Il
potenziale espressivo spazio-temporale del segno è il «valore»
al quale l'artista è chiamato a dar voce, in linea con l'evoluzione
della comunicazione (digitale) contemporanea.
Con il sequenzialismo si concretizza, adesso, la possibilità
di legare il messaggio emotivo alla «conoscenza» dell'informazione
sequenziale del gesto creativo: l'espressività non più
vincolata alla referenzialità figurativa o all'immagine estetica
di forme e colori, ma veicolata dalle direzioni sequenziali
proprie dell'informazione spazio-temporale significante.
The spatio-temporal
expressive
potential
of the sign is the «value»
that the artist must reveal, following the evolution of the actual
(digital) communication.
Thanks to sequentialism language it's possible, now, to
link the emotional message with the «knowledge» of the
sequential information peculiar of the creative gesture: the emotion
is not limited to the figurative
referentiality or aesthetic image
of the forms and colours, but is communicated by the sequential
directions typical of the significant
spatio-temporal information.
Questo universo comunicativo, non è da inventare, né
da costruire ex-novo, si basa su una facoltà primordiale
insita nell'organicità della mente umana: la capacità
di contare. Ossia l'organizzazione
percettiva spazio-temporale per numeri naturali. Quando parlo
di numeri naturali faccio riferimento ai concetti puri di unità
e successione del numero (O, OO, OOO) e non ai suoi referenti simbolici
nelle varie culture (uno, due, tre, oppure 1, 2, 3).
It's not necessary to reinvent or reconstruct
this communicative universe, because it is structured by a primordial
faculty inherent in the organicity human mind: the ability
to count. That is the spatio-temporal perceptive
organisation by natural numbers. When I talk about natural
numbers I mean the pure concepts of unit and succession of the number
(O, OO, OOO) and not its symbolic references in various cultures
(one, two, three, or 1,2,3).
Se vi concentrate attentamente nel guardare
un qualsiasi oggetto davanti a voi in questo momento (una matita,
il telecomando) vi accorgerete, anche solo per un istante, focalizzando
il pensiero, che la vostra mente coglie spontaneamente le varie
parti «numeriche» dell'oggetto preda del campo visivo,
ancor prima che riusciate a ricomporlo nella sua totalità
e quindi a identificarlo per il suo valore pratico-funzionale, o
che riusciate a sentire il suono interiore delle forme e dei colori
che lo caratterizzano. In sostanza le ultime due capacità
si basano sull'organizzazione intrinseca della prima.
Questo si verifica grazie alla struttura del nostro occhio, capace
di focalizzare una sola parte alla volta, e riguarda lo spazio-tempo
«numerico» che impieghiamo nel seguire (contare), ad
esempio, la lunghezza della nostra matita oppure nell'organizzare,
secondo un certo percorso visuale spazio-temporale, la conta dei
tasti del telecomando che sta nella nostra mano.
Now, if you concentrate your attention to
an object in front of you (a pencil, the remote control) you
would realise, only just for a moment,
concentrating your thought, that your mind recognizes spontaneously
the various «numerical» parts of the object cought in
the visual field, even before that you can reconstruct it in its
entirety so to identify the object for its practical and functional
use, or that you can feel the inner sound of the forms and colours
that characterise it. In short, the last two abilities are based
on the intrinsic organisation of the first ability.
This process is based on the organic structure of our eye, capable
to focus each single part at a time, and it concerns the «numeric»
spatio-time that we spend following (counting), for example, the
length of our pencil, or organising by a specific spatio-temporal
visual path, the buttons counting of the remote control in our hand.
Come agisce emotivamente questa «conoscenza»
spazio-temporale? Questa «dimensione»
espressiva? Innanzitutto considerando che, a questo livello di analisi
percettiva, il messaggio non viene più soltanto considerato
nella sua totalità, ma viene elaborato parte dopo parte,
in maniera sequenziale.
Sarà la «scelta» dello sguardo in elaborazione
dinamica che creerà la direzione emotiva:
verso l'alto o verso il basso — cioè elevazione o sprofondamento
(nel caso della nostra matita) —
oppure «costruendo» con lo sguardo, tra le varie parti
di un insieme, una linea regolare e scorrevole o irregolare e intricata
—
cioè fluidità o agitazione (nel caso dei tasti del
telecomando).
How it works emotionally this spatio-temporal
«knowledge»?
This expressive «dimension»?
First of all we consider that at this level of perceptive analysis,
the message is not considered only about its totality,
but it is elaborated verifying its perception part after
part, in a sequential way.
It will be the «choice» of our
look in the dynamic elaboration that will create the emotional
direction: towards up or down — that is elevation or fall
down (about our pencil) —
also «building» with the look, among the various parts
of a whole, a regular and flowing line or an irregular and intricate
one —
that is fluidity or excitement (about buttons of the remote control).
L'artista non deve fare altro che rendere codificabili all'osservatore
questi «percorsi» che caratterizzano il suo «elaborare»
emotivo.
The artist must only translate and communicate
to the spectator these «paths» that characterise its
emotional «elaboration».
Questo
particolare approccio percettivo alla realtà è in
linea con le teorie della scienza moderna: la fisica quantistica.
Tentando di riassumere diciamo che la «scelta»
di osservare-misurare analiticamente l'oggetto (cioè
seguire con lo sguardo o tracciare manualmente le singole parti
dell'insieme, in
una delle molteplici configurazioni spazio-temporali possibili)
ha delle interessanti analogie con la «scelta»
di misurazione dei
singoli stati, in un insieme di probabili
stati sovrapposti, del sistema quantistico della realtà;
«scelta»
che porta all'esistenza dell'oggetto che osserviamo,
ossia alla sua percezione e materializzazione nella nostra coscienza.
This particular perceptive approach to the
reality it's conform to the theories of the modern science: the
quantum physics.
Simplifying the concept, the «choice»
of observing-measuring in analytic way the object (following with
the look or tracing with the hand the single parts of the whole,
in a various spatio-temporal possible configurations) has interesting
analogies with the «choice» of measuring of
single states, in a whole of possible overlay states, about
the quantistic system of reality; «choice»
that defines the existence of the object we are observing, that
is its material perception in our conscience.
Non ci sarà, allora, soltanto «una»
precisa sensibilità emotiva legata «oggettivamente»
a una determinata configurazione referenziale o estetica, ma una
molteplice gamma di «scelte» espressive
riguardanti quella stessa configurazione.
Questa sostanziale libertà di concepire la sfera emotiva
in maniera profondamente cerebrale conduce, attraverso il
numero che c'è in tutte le cose, all'essenza
spazio-temporale «sensibile»
della realtà che si rivela alla nostra
coscienza. E la conoscenza del cervello, e dei suoi ancora oscuri
meccanismi, è senza dubbio la prossima tappa dell'evoluzione
umana.
There won't be only «one» exact
emotional sensibility «objectively»
linked to a determined referential or aesthetic configuration, but
a various range of expressive «choices» about the same
configuration.
This substantial freedom to understand the emotional sphere in a
profound cerebral way drives, by
the number that is in all things, to the
«sensible»
spatio-temporal essence of the reality revealed to our conscience.
In fact the knowledge of the brain, and its unknown mechanisms,
is without doubt the next stage of human evolution.
Il «problema» del linguaggio qui sollevato, per concludere
il discorso inerente l'Arte, consta nella capacità di cogliere
— in rapporto all'evoluzione contemporanea del contesto comunicativo
— questo nuovo «valore» espressivo, specchio fedele
della nostra epoca.
The language «problem» taken under
consideration, about essence of the Art, consists in the capability
to understand the contemporary evolution of communicative context
by this new expressive «value» as the reflection of
our era.
N.B.
Non è certo obiettivo di questo saggio trattare in maniera
esauriente gli argomenti presi in considerazione. Si possono comunque
trovare approfondimenti sulla ricerca artistica e parziali riferimenti
scientifici su: www.sequenzialismo.com
NB
This essay can't deal
with all subject-matter taken
under consideration in exhaustively
way. For further information about artistic research and partial
scientific references visit:
www.sequenzialismo.com
|
(*)
È la concezione secondo la quale le cose alle quali
tipicamente ci riferiamo con un nome proprio o con una descrizione
definita non sono propriamente delle entità persistenti nel
tempo. Non sono
né continuanti [tridimensionali]
né occorrenti [quadrimensionali],
bensì sequenze di entità istantanee: meri entia successiva
unificati nel pensiero ma distinti (e forse anche indipendenti)
nella realtà, come le luci che
"scorrono"
sulle insegne di Las Vegas o le immagini che si
"muovono"
su uno schermo cinematografico.
A.C.
Varzi, "Riferimento, predicazione e cambiamento",
Significato e ontologia, a cura di A. Bottani e
C. Bianchi, Franco Angeli, Milano, 2003, p. 243.
(*)
It is the conception whereby all the things we typically
refer to by their own names or by a definite description are
not strictly entities persistent in time. They are neither
[three-dimensional] continuants nor [four-dimensionals] occurrents,
but rather sequences of instantaneous entities: simple successive
entia united in thought but distinguished (and perhaps
even independent) in reality, rather like the lights that
"flow" in Las Vegas signs or the images that "move"
on a cinema screen.
A.C. Varzi,
"Reference, predication, and change", Meaning
and ontology, edited by A. Bottani and C. Bianchi, Franco
Angeli, Milan, 2003, p. 243.
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